Goccia a Goccia è il tema guida della quindicesima edizione di Earthink Festival, un’edizione che parla di partecipazione collettiva, di come ogni azione individuale, piccola o grande che sia, possa contribuire a costruire qualcosa di più grande. Ogni spettacolo in programma racconta, a suo modo, questa possibilità.
C’è chi trasforma la fragilità in gesto collettivo, come gli spettatori partecipanti di (T)ESSERE GIARDINO che intrecciando erbe e steli diventano protagonisti di un atto poetico, dimostrando che ognuno, con il proprio piccolo contributo, può prendere parte a un’opera più grande. E c’è Landscape: Allarme Verde di Cubo Teatro, che ci invita a fermarci e osservare il tempo che scorre, ricordandoci che anche il solo atto di guardare con attenzione è già un gesto di cura.
SO HUMAN ci chiede come sarebbe la nostra vita da pianta e ci invita a riscoprire i territori con uno sguardo diverso, mentre Andante di Faber Teater trasforma il cammino in un’esperienza sensoriale che attraversa il tempo, ricordandoci che ogni passo conta. Dedalo trasforma le vie del paese in un labirinto simbolico in cui perdersi per ritrovarsi, e Il Paradiso delle Rane del Collettivo Cantarane, con ironia e poesia, ci ricorda il fragile equilibrio tra umano e natura, e come anche le voci più piccole meritino ascolto.
Futura ci proietta in un mondo segnato dalla crisi climatica e ci interroga sul senso della memoria, mentre 400 di Beppe Casales è una passeggiata nel bosco con una bambina per riscoprire il nostro rapporto con ciò che chiamiamo natura, un invito a ripensare il nostro posto nel mondo, perché non è possibile prendersi cura di ciò che non si conosce.
Tra Asti, Valchiusella e Torino, ETHF26 ospita compagnie under35 e maestri affermati per intrecciare teatro, circo, musica, arti visive e pratiche partecipative. I territori che ci accolgono non sono semplici fondali, ma protagonisti in dialogo con chi li attraversa. Le residenze artistiche tornano a essere spazio di incontro tra artisti e comunità, dove i processi creativi si aprono al pubblico e restituiscono qualcosa al luogo che li ha generati.
“Earthink Festival nasce dalla convinzione che la cultura possa essere uno spazio di trasformazione reale, capace di mettere in relazione persone, territori e immaginari collettivi. Dopo quindici anni di percorso, il festival continua a crescere goccia dopo goccia, costruendo comunità attraverso l’arte e sperimentando nuove forme di incontro tra creazione artistica e vita quotidiana.
L’edizione 2026 conferma questa direzione: un festival che non si limita a programmare spettacoli, ma che attiva processi, accompagna artisti e pubblici, e lascia tracce durature nei luoghi che attraversa. In un tempo che richiede nuove forme di responsabilità e di cura, Earthink Festival sceglie di abitare la complessità attraverso linguaggi plurali, pratiche partecipative e una visione condivisa del futuro.
#GocciaAGoccia diventa così non solo il tema di un’edizione, ma un modo di intendere il fare culturale: piccoli gesti, relazioni e immaginazioni che, insieme, possono generare un cambiamento profondo e collettivo.”
Serena Bavo